domenica, 30 marzo 2008
Era quasi giugno. Sotto un cielo terso di inizio estate. Entrava nei tuoi occhi. La luce ne usciva immobile ed indurita. Forse non respiravamo. Sentivo un dolore fisso tra gli zigomi e le orecchie, i denti stridere come ingranaggi non oliati. «Passerà, vedrai. » Ti prego, stai zitto. Le mie unghie, squadrate a spigolo vivo, scavavano lentamente solchi nei palmi contratti. Indossavo uno smalto blu zaffiro. Scintillava al sole. Piccole stelle sembravano intrappolate al suo interno. «Ti dimenticherai di me». Cristo, stai zitto. «T’innamorerai di nuovo.» Le stelle. Guarda le stelle. «Magari incontrerai qualcuno proprio quest’estate. Non è difficile innamorarsi» - pausa - «d’estate.» Disprezzo. Cieco disprezzo. Come cazzo puoi pensare che basti così poco per dimenticare? Come puoi considerare tutto così..insignificante? Alzai gli occhi, fissandoli nei tuoi. Un rigurgito di bile saliva dal centro dello stomaco e mi dava la nausea. - «Basta! Smettila!» - allargai le braccia, i palmi arrossati rivolti a quell’azzurro insensibile, l'azzurro dei tuoi occhi - «Abbiamo sedici anni, cazzo! Dimmi qualcosa di stupido ed impossibile! Dimmi che mi amerai per sempre, dimmi che non finirà, dimmi che tornerai, ma ti prego smettila di parlare già al passato di noi, come se non fossimo qui, come se questo non fosse niente, solo un passaggio tra passato e futuro, solo un intralcio allo scorrere del tempo!» Le parole fluivano senza controllo, un fiume di livore, lacrime rabbiose, pugni sollevati. Il tuo viso, una maschera di marmo. «Tu non puoi capire.» Un sibilo, a denti stretti. «Cosa non posso capire?? Cosa c'è da capire?». Sentivo vampate di rabbia e orgoglio ferito salirmi alla testa, uscire dalle labbra come fiotti di veleno. - «Ti odio, cazzo, TI ODIO! Sparisci, non ti voglio più vedere, non tornare mai più perché ti giuro che te ne pentirai. SPARISCI!!». Un urlo strozzato dai singhiozzi mentre con movimenti nervosi cercavo di cancellare quelle stupide lacrime dalla faccia. Smettila di piangere, cretina, smettila!! «Voglio guardarti andare via. Assaporare il piacere di non rivederti più, di non scontrarmi più col tuo vuoto pragmatismo, le tue ideologie del cazzo, Guccini e Anarchia Vita Mia. Per fortuna andrai a stare abbastanza lontano da non rischiare di incontrarci più per il resto della nostra vita neanche per sbaglio. E sarà bello. Sarà bello pensare di non rivederti più. Sarà bello sentirti un capitolo chiuso.». Un sorrisetto maligno mi sollevava l’angolo destro della bocca. «Vedi che ingrata? La fortuna per una volta mi assiste..e mi lamento. Perché è davvero una fortuna potermi liberare di te così facilmente. Senza sensi di colpa, senza inventare scuse banali». Ancora quel sorriso. Notai appena il tuo sguardo ferito. E lo feci trionfante. Passarono settimane, poi le settimane divennero mesi e i mesi anni. Sto ancora aspettando che ritorni. Quella fottuta estate.
WomanOnTheMoon alle ore 01:11 commenti (6)
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mercoledì, 26 marzo 2008
Sciolgo i miei capelli. Scendono a cascata sul tuo petto. Li lascio piovere sulla tua pelle, ad annunciarmi.
Leggera come la notte mi poso sul tuo cuore.
Le mie dita percorrono chilometri sul tuo corpo, sfiorandoti come vento, lente e delicate. Sento affiorare piccole scariche elettriche al loro passaggio.
Il mio viso si posa nell'incavo caldo del tuo collo. Inspiro profondamente. Il tuo odore di muschio e cioccolato brucia nei miei polmoni come ossigeno puro.
Un soffio leggero a sfiorarti i capelli dietro l'orecchio, mentre mi stringi tra la spalla e la nuca con un sospiro.
Vicina, ma senza toccarti, avverti solo il mio respiro caldo nell'orecchio, un sussurro grave.
E' come affondare lentamente, affogare respirandoti. La passione è fragile e densa come una bolla che affiora dal fondo dell'oceano.
Come un predatore, attacco all'improvviso, i miei denti sul tuo collo in un piccolo e rapido morso che ti strappa un gemito di sorpresa e deliquio, che attraversa il tuo corpo come una marea.
Attraverso la tua guancia a fior di labbra, ad incontrare le tue, dischiuse, la tua coscienza eclissata nel mio desiderio, respiro nel respiro.
WomanOnTheMoon alle ore 10:15 commenti (4)
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venerdì, 21 marzo 2008
Solo un grido. Nient'altro. Non ho modo di liberarmi di questo dolore. Cresce dentro me come un abominevole feto. Non c'è soluzione. E' solo la coscienza a ribellarsi, a cercare fuga, un tentativo di terminare tutto, di voltare lo sguardo altrove... Solo un grido, tutto ciò che mi rimane è aria nei polmoni.
WomanOnTheMoon alle ore 11:21 commenti (8)
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lunedì, 17 marzo 2008
La notte sospira attorno a me, sento il suo cuore palpitante nelle ombre ammassate ai bordi della radura. Il vento mi accarezza i capelli, sfuggente tra le foglie che tremano del mio stesso terrore. Sono in ognuna di esse, il mio corpo vibra di tensione come la loro anima di clorofilla. In fondo mi conforta. Non sono sola, se anche loro hanno paura. Annuso l’aria, desidero percepire la tua presenza. Sento il cuore battere nelle tempie, un basso ronzio nelle orecchie. Tacerà il mondo, trattenendo il respiro, come davanti ad un miracolo o ad un abominio. E in quell’assoluto nulla il mio battito giungerà alle tue orecchie, distintamente. E non potrò più nascondermi, non potrò evitarlo. Sarà allora che si deciderà tutto. Quando questa luna livida incontrerà i tuoi occhi, conoscerò la mia fine. Assorta, distratta, un soffio gelido sulla nuca. Troppo tardi. Sento i miei occhi sbarrarsi automaticamente un attimo prima di avvertire una stretta al petto. Il suo respiro. Le sue braccia. “Solo un bacio”- la sua voce, calda eppure tagliente come una cascata di cristallo. Sento il cervello intorpidirsi, mentre uno strano calore invade le mie ossa. “E’ solo un bacio”- è il mio ultimo, assurdo, pensiero. Perché in fondo siamo uguali, mia adorata creatura del buio, in fondo è solo amore, il sangue è il patto che ci lega, il nostro dare e avere, il nostro NOI. Per sempre.
WomanOnTheMoon alle ore 10:50 commenti (5)
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lunedì, 10 marzo 2008
Bacia il mio silenzio, scaldami, avvolgimi tra le tue braccia, fammi sparire.
Lecca le mie ferite, asciuga il mio sangue e ricuci gli strappi.
Prenditi cura di me.
Ne ho bisogno, davvero, ma non te lo chiederò.
Tu fallo e basta. Per me.
Se cammino non faccio rumore,
del mio passaggio non lascio traccia.
Non è importante. Può esserlo per te.
E se lo fosse, fammelo sapere.
Per te non è importante. Per me è vitale.
Come sognare ogni sera che il mondo finisca ai bordi del nostro letto.
Nel buio, solo il tuo respiro e il tuo corpo tra le mie braccia.
Buonanotte
WomanOnTheMoon alle ore 13:58 commenti (9)
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