sabato, 26 aprile 2008
Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade
Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male
E vedo te, io e te, niente conta in fondo
Illumina annulla le paure oh luna nulla è uguale
Sarò così onesto come se tu fossi il mare, il mare
E vedo te, io e te, niente conta e crolla, crolla
E vedo te, io e te, niente conta in fondo.
Luna - Verdena
Chiazze di luce biancastra spezzano il buio delle pareti. Alcune, a fasci, attraversano la stanza ad intermittenza e spariscono, come fari radar di un carcere. Si staglia nettamente contro la finestra opaca la mia sagoma nera, una sfumatura azzurata sui capelli, la pelle innaturalmente pallida. Appoggio lentamente le dita sul vetro. Freddo sui polpastrelli, mentre un alone di condensa si allarga tra le dita. L'osservo propagarsi dalle mie mani come una magia, la conferma che finchè il mio corpo è più caldo di quel vetro sono ancora viva.
Una voce alle mie spalle mi costringe improvvisamente a tornare.
"Vieni qui". Tra l'ordine e l'invito. Caldo ma fermo.
Il buio all'interno, per contrasto, sembra essersi fatto più denso. Tentenno, sbilanciandomi tra un piede e l'altro. Sono scalza, come sempre. Fa freddo, troppo freddo per aprile.
Mi muovo lentamente, cercando di abituare i miei occhi all'oscurità, soppesando le distanze a memoria. Allungo una mano, più o meno all'altezza delle ginocchia, le orecchie all'erta. Un fruscìo. Ci sono. Respiro e pelle.
"Che succede?"- chiedi, una stonatura di allarme nella voce. Ci sono abituata.
["Che succede?" mi chiedi...
"Che succede?"..
vedere se le tue pupille mi rispondono ancora,
se esplodono ancora in due immensi laghi neri.
C'è che vorrei fossimo ancora noi due,
quei ragazzini stretti sotto la pioggia,
ai nostri piedi zaini fradici tra peluches e uniposca,
capelli e gocce, imbarazzi e dita intrecciate.
Vorrei ti ricordassi che eravamo noi quei due.
Vorrei che ti ricordassi che siamo stati noi a crederci.]
WomanOnTheMoon alle ore 01:28 commenti (6)
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domenica, 13 aprile 2008
E' come respirare l'universo, sentirlo addensarsi nei polmoni;
E' come stringere tra le mani una supernova; E' come dissolversi. Sentire ogni atomo del mio corpo rotolare via, spalancarsi mille bocche sulla pelle.
Eppure non c'è suono.
Una superficie fredda, sotto le dita. Sembra salire fino ai polsi. Fa quasi bene, è quasi vera.
E' un pensiero così stupido che sento affiorare lacrime agli occhi.
E poi il vuoto, caldo, accogliente.
Sarà come tornare a casa. Sarà come tornare.
Sarà come finire. Sarà come l'amore. Chiudere gli occhi. Sarà come quell'attimo in cui senti che c'è. Sarà come capire.
Strappare il cielo e vedere cosa c'è dietro. Sarà come tornare al mare, l'ansimare dell'oceano che preme nelle orecchie, bolle d'ossigeno che ti consumano.
Sarà come respirarti. Sarà come respirare per la prima volta.
Sarà come bruciarsi con il ghiaccio. Sarà come lasciarsi. Andare.
Sarà come ingoiare la notte. Affondarci le dita fino a farsi male. Riempirsene gli occhi, la bocca, le mani. Stringersi stracci di tenebre all'anima, lacci di raso, neri e rossi. Come ogni volta. Come un volta.
Stringere i denti. E baciare il domani.
WomanOnTheMoon alle ore 00:04 commenti (12)
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martedì, 08 aprile 2008
Continuerò a cercare.
Finché avrò voglia di respirare.
Finché sceglierò di farlo.
Continuerò a spezzarmi le ossa sugli spigoli.
Continuerò a strapparmi il cuore e lanciarlo lontano,il più lontano possibile.
Continuerò ad abitare questo corpo, sognando di essere vento.
Continuerò ad urlarti di salvarmi, perché tu non lo faccia.
Continuerai a guardarmi, mentre mi consumo di odio e veleno.
Continuerai ad odiarmi perché non sono ciò che vuoi.
Perché non sono ciò che voglio.
Perché sono ciò che nessuno vorrebbe essere.
Mai.
WomanOnTheMoon alle ore 11:30 commenti (2)
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