martedì, 30 settembre 2008
Ti sveglierai una mattina. Senza fiato. Le lenzuola attorcigliate alle gambe, i sottili solchi delle mie dita tra i capelli ed una ciocca intrecciata. Ti sveglierai con la stanca sensazione di un bel sogno cancellato dalla memoria. Ci sarà il sole di fine estate e quella luce umida di acquarello di un’alba dopo la pioggia; L’aria pulita, profumata di erba bagnata e il sangue, ancora impazzito, che ribolle in ogni cellula. Ne cercherai la ragione interrogandoti allo specchio, cercando un motivo a quel sentirti diverso. Avrai voglia del suono straziante degli archi e di dolce, cannella e cioccolato. Avrai voglia di canticchiare, scivolando nel mondo come fossi improvvisamente liquido. E poi, ancora, quell’insensata felicità, quella sensazione di festa. Eppure, alla fine, scrollerai le spalle, prendendo quella giornata come una piccola dichiarazione di follia. Sceglierai istintivamente dall’armadio la mia camicia preferita, respirandone a fondo il profumo di bucato. Il cotone scivolerà sulla pelle del petto e, allacciando i bottoni, sfiorerai le lettere incerte che ho tracciato accarezzandoti mentre dormivi:
TI VOGLIO BENE
WomanOnTheMoon alle ore 10:10 commenti (8)
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@more, tra le righe, io , ondesonore

sabato, 27 settembre 2008
Avresti potuto spararmi e avrebbe fatto meno male.Perché è impossibile capire. Puoi armarti ogni giorno di più, prepararti ogni giorno di più ma non basterà mai. Le persone ti spiazzano sempre. E’ quando pensi che le cose stiano andando bene l’inizio della catastrofe. Perché abbassi la guardia, ti apri lentamente ed affonda il colpo. E non puoi non strabuzzare gli occhi pensando”Come è potuto succedere?” accasciandoti al suolo, le braccia strette sul ventre.. Un dolore inferto per ogni lacrima versata. E’ così che funziona. E non è bene e non è male. E’ così. Tutti feriscono e tutti piangono. Il prossimo potresti essere tu. Perché siamo vittime e carnefici ad ogni atto, poi “liberi tutti” e si mischiano le parti. Butto sul tavolo la Regina di Bastoni e tu il Due di Coppe. Non c’è altro da fare. “Se vai via non dimenticarmi.” “Se vado via è per non farti male” “Se vai via soffrirò comunque. Allora resta: stringerò i denti pur di averti qui, guarderò la tua felicità sapendo che non è la mia ed ogni tuo sorriso sarà una spina nei miei occhi. Ma sorriderò tra le lacrime, resterò per sempre legata a te e ti ringrazierò” “Perché ami il dolore?” “Io amo tutto quello che mi dai.” Guardami. Bevi la tragedia dal mio sangue. Non abbandonerò il palco finché suonerà questo requiem. E’ solo mio. Le lacrime del pubblico saranno il mio plauso. “Take a bow to the end, reload your remorse, Every line is thorn bite through your eyes, Still remains the everlasting hope for a bitter war” Ricorda la mia promessa: Il tempo ricomincerà il suo corso ed io conterò i giorni e gli eventi a partire da te. Annoterò ogni giorno ogni mio pensiero, con l’inchiostro e col sangue. E conserverò ogni lacrima ed ogni sospiro. Per quando tornerai. Non sarà mai più inverno. Allora perché fa così freddo stanotte?“Everybody hurts and everybody cries”

...e no, non sono lesbica ( non chiedetemelo più!)...solo non capisco quale sia il vostro problema.
WomanOnTheMoon alle ore 01:18 commenti (17)
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lunedì, 22 settembre 2008
Premi due dita sul mio polso, lì, sull’intrico di linee azzurre..senti qualcosa? Beh, sì, certo..e poi? Nient’altro? Strano. Perché non è solo sangue. E non è solo quello che vedi. Io la sento da quando sono nata. Si traduce in pulsazioni anomale che scaricano dal cervello ai nervi, ai muscoli. Ossigena ogni cellula del mio corpo. Quando arriva è come una carezza che dalla nuca scivola lungo le vertebre. Non posso resistere. Mi abbandono e mi lascio trascinare. E’ come una corrente nera che mi scorre dentro. Mastico bassi. I suoni rotolano lungo le mie braccia. Posso lasciarmi avvolgere e poi fuggirne. Mi restano allacciati alle dita e poi li richiamo a me. Scivola la terra sotto i miei piedi. Ma io non la vedo. Lo spazio mi si disegna intorno e io intorno ad esso. Che sia casa mia. Una pista di pattinaggio deserta. Un parco. Che si leghi alla mia rabbia o al mio dolore. Lei c’è. E mi parla tra sinapsi e globuli rossi. Ed è come il sesso. I muscoli tesi tra piacere e dolore, forza e grazia. Ed è come una fede. Non puoi pensarla o descriverla. Lei c’è. Tra le gocce di sudore e gli squittii delle sneakers. Fino a farmi crollare a terra senza fiato.

WomanOnTheMoon alle ore 02:12 commenti (20)
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io , ondesonore

mercoledì, 17 settembre 2008
Ascoltavo LastFm, distrattamente, lasciando che scegliesse i brani con il suo moto schizoide. Poi è arrivata lei.
WomanOnTheMoon alle ore 14:07 commenti (24)
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spleen, @more, tra le righe, io , ondesonore

domenica, 14 settembre 2008
Non so perché mi è riaffiorato prepotentemente alla memoria questo film..
Sarà per una Miss Rocchetta Bellezza.
Con i miei più sentiti omaggi.
Titolo internazionale:HATE2O
Regia: Alex Infascelli
Anno: 2006
Trama da Horrorblood: Olivia possiede una casa su un’isola in mezzo a un lago, e, insieme a quattro amiche, Summer, Ana, Christina e Nicole, decide di passarvi una settimana di digiuno, in cui si limiteranno a bere unicamente acqua, per purificare corpo e mente e depurarsi dai veleni e dai problemi di tutti i giorni...(continua)
WomanOnTheMoon alle ore 02:10 commenti (12)
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critic@l mind, gr@nde schermo
