domenica, 29 marzo 2009
Terzo album, 2004
traccia numero 5 4'01''
press PLAY
Violentandomi i timpani per ammazzare il tempo
ho finalmente scelto la colonna sonora. Sarà Ultranoia
Ci sarò, in un ruolo da sorella Lisbon ed effetti speciali da Horror movie anni '80
+++Trash+++
Pare serva del sin-propanethiol-S-ossido
Si raccomanda di chiudere ogni uscita di sicurezza
e saturare il locale
Il pubblico non avrà scampo
si commuoverà fino alle lacrime.
E ora...
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WomanOnTheMoon alle ore 18:58 commenti (14)
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io , ondesonore, gr@nde schermo

domenica, 15 marzo 2009
E' solo il rimbalzo profondo del cuore che fa vibrare i polmoni e gonfia il cervello di sangue come una spugna nella marea. E' solo un ticchettìo sempre più vicino e sempre più insistente; Il respiro polveroso delle cose che, nervosamente, attendono di poter tornare utili.
Nell'oscurità l'aria è sempre elettrica, sopesa.
Le ho sentito caricare un colpo in canna. Quel suono rivive a piacere nelle orecchie ed il gusto metallico mi lega la lingua al palato. Sì, metallico, ferrigno. Eppure caldo. Che mette i brividi. Li sento salire sulla pelle come migliaia di minuscoli ragni freddi. Come in Lullaby. L'immagine di Robert e del suo corpo immobile. E poi i becchi di quegli strani personaggi sui pattini. You'll stumble in my footsteps, keep the same appointments I kept. *
Le immagini affiorano alla testa come clown a molla da scatole dai colori troppo vividi. Con i sorrisi troppo ampi. Sempre affamati.
Mi inoculano terrore. Come i ragni. E le barchette di carta. I pattini a rotelle. E i labirinti.
Ho vissuto un'infanzia di orrore psichedelico. Una preadolescenza eretica. E un'adolescenza di autodistruzione.
Avrei dovuto farlo presente al mio brasiliano calvo.
La causa di tutto questo è stata solo la mia ridicola collocazione storica.
Sarebbero necessarie sedute di psicanalisi generazionale.
Forse ora non sarebbe troppo tardi.
Un suono nuovo. Un sibilo che fende l'aria.
L'attesa è finita.
*Walking in my shoes -Depeche Mode
WomanOnTheMoon alle ore 03:56 commenti (23)
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tra le righe, selfdestruction, io , xiii, corpi @str@li

giovedì, 05 marzo 2009
La senti? E' nella mia testa ed ora è anche nella tua. Nella tua resterà un istante, la stai già dimenticando; Nel momento stesso in cui ti attraversa si accavalla e sovrascrive.
Darei l'anima per questo. Per essere al tuo posto. In ogni altro luogo.
Gira il globo, fantasmi ocra e azzurro. Punto il dito. Qui. Ripartire da qui.
Seduzione d'Oriente. Giustificazioni sensoriali per nobilitare l'assunzione di caffeina. Silver Spirit a 40%.
Posso sostituirti con mille altre debolezze e abusare di ognuna di loro per colmare ogni cedimento.
Se solo potessi smettere di domandarmi dove tu sia ora e quale angolo di questo globo sia sotto i tuoi piedi.
Io non sono Alcione. Non ci sono più dei né è il tempo della pietà. Quali alternative rimangono allora?
Intanto, nel mio Eden, coltivo con passione sogni sterili aspettandone i frutti.
Che mangeremmo assieme. Se stringerti fosse la risposta.
Verso sulla superficie terrestre ciò che è rimasto nel bicchiere.
Alla tua salute, ovunque tu sia.
(k)
E
WomanOnTheMoon alle ore 04:04 commenti (11)
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