Cose Preziose: Riedit
lunedì, 26 ottobre 2009
Scende sempre la notte anche in questo fottuto angolo di mondo. Sempre prima. Sempre più fredda. I cessi degli autogrill hanno un oscuro fascino decadente: neon intermittenti si alternano a scatole cieche, muri di intonaco giallo ittero e proposte singolari corredate da numeri in grafie deformate e stranamente impersonali, come se i muri dei cessi di tutto il mondo fossero scarabocchiati dalla stessa mano. Consecutive sessioni all'asciugamani elettrico riusciranno a scaldarmi ed eliminare gran parte della pioggia dai capelli e dalle spalle. Ho le dità così intirizzite che non riesco a capire cosa sia freddo e cosa no. Esco fuori. Ho bisogno di aria e forse di una sigaretta. Tiro in giù la maglia, sotto le cosce, stirando le calze di lana con le dita, rimboccando gli scaldamuscoli a righe sugli anfibi viola in un unico, lungo movimento prima di sedermi sull'angolo più chiaro dei gradini a lato dell'ingresso. Sto pensando che ormai è domani, che arriverai e mi dimenticherò di tutto questo.
Mi si siede accanto un uomo, ha l'alito pesante, forse un misto di 'Capri' o 'Formentera' annaffiati generosamente da vino cancarone. Mi canta una canzone o una poesia stonata su una donna e la luna. Mi chiede come mi chiamo. Non ho voglia di discussioni.
Rispondo: - Luna.
Lui fa: - Vedi, lo sapevo - e comincia a blaterare di come per lui sia facile capire i nomi adatti alle persone e come mi stia bene il mio etc. Lo faccio parlare. Poi mi allontano con la scusa di una telefonata. C'è uno di quegli spettinati prati da bordo autostrada. Compongo il tuo numero. Quando parte il timer appoggio la cuffia del lettore sul microfono. Sotto questa luna malata.
Stop. FF. Stop. Rewind.
(Tu spezzami il cuore tutte le volte che vuoi, rimettilo sempre insieme e non smettere mai di chiamarmi la tua cosa preziosa)
WomanOnTheMoon alle ore 02:39 commenti (12)
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