venerdì, 26 giugno 2009
Giaccio riversa sul letto mentre un dolore lancinante sevizia ogni neurone e fa scempio di ogni controllo.
E' quando si ha bisogno di collaborazione empatica che si squaderna in tutta la propria mediocrità l'impotenza comunicativa dell'essere umano.
Ci siamo Noi e ci sono Loro.
Loro
Sono armati di poche opinioni, per lo più imbarazzanti. Li muove la convinzione di far tutti parte di una spocchiosa oligarchia di meritevoli / miliardi di presunte eccezioni che popolano il pianeta.
Possono usare un senso alla volta e sono capaci di compiere un'azione alla volta. Di solito decidono di parlare / Sono megafoni di una dialettica opprimente quanto ignorante.
Lettori superficiali e distratti / rendono superflua la prosa [ Sottintesi prostrati dalla frustrazione tentano il suicidio sparendo dagli scritti ].
Dove c'è indagine rimane uno slot vuoto. Perché chi scrive conserva un'anima antica. Perché chi scrive è sempre un fottuto sentimentale.
Loro però non hanno debolezze / Sono in grado di compiere le azioni più nefande senza che l'oscura orma del rimorso calpesti la propria coscienza.
Loro sono la merda che concima la mia misantropia mentre scavo buche di due metri per uno in cui lasciare la mia diplomazia marcire senza pace.
Noi
che non siamo loro. Sentiamo metal come una passione carnale. Soffriamo. E moriamo bestemmiando.
WomanOnTheMoon alle ore 01:23 commenti (20)
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venerdì, 20 febbraio 2009
(Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o persone realmente esistenti non è affatto casuale. I loro nomi sono stati semplicemente alterati)
Prologo: Era aprile. O maggio. Giù di lì. Eravamo quattro. Cinque. A volte sei. A sei eravamo al completo. Tutti maschi ed una sola femmina.
Stesi supini in una di quelle giostre da parco pubblico; Dodici sneakers, gomma a gomma, a spingere la ruota al centro: dieci da skaters, quelle morbide con i lacci corti, due da fuga. Colori sporchi e contrasti improbabili.
Il sole filtrava tra le foglie e loro brillavano, incredibilmente verdi.
E giravano.
Ah, no...giravamo noi.
"..the world is a vampire...sent to drain-ain-ain...secret destroyers..."
WomanOnTheMoon alle ore 22:44 commenti (11)
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lunedì, 24 novembre 2008
- Cosa cerchi? Marijuana o MDMA? (Una notte o un’eternità?)
Una mosca intrappolata in un neon. Il suo sbattere cieco e il suo lento bruciarsi. Le senti crepitare, quelle piccole e brutte ali furiose? Disegna macchie sul muro verde sporco, macchie mobili, scie ripetitive.
(Smettila e brucia. Brucia e lasciati andare).
Ma è la sua morte. Sarà come vorrà che sia.
Ruoto gli occhi per farti entrare nel mio campo visivo. Fanno male. Chiodi nelle tempie. Brividi. Un sapore amaro sulla lingua.
- Cosa cerchi? Devo fare andare questa roba.
Mi volto. Sai che è solo una scusa. Sposti il peso su una gamba e ti appoggi calcolato-casual allo stipite amaranto. Alzi la spalla per assorbire il colpo. Spingi le mani in tasca cercando quell’espressione navigata e distratta che fa tanto professionale.
- Non posso aiutarti. Ma resta ancora un po’. Ti hanno mai detto che sarebbe bello morire guardandoti negli occhi?
Arrossisci. Sublime. Un angelo spacciatore. Una notte incantevole. Cosa cerchi ancora? (Il veleno dei miei respiri?)
Parli veloce, incespichi tra le sillabe. Colgo a malapena il significato delle tue parole. Ma sai che non è importante. E’ solo un minuto per lasciarti assaggiare.
(Cosa cerchi? Cosa vuoi da me? E’ solo un altro viaggio. E’ solo un’altra fuga. Chiazze di sudore su una pista o tra le lenzuola).
Pugno sulla spalla e scivolo via. Una ragazza dai capelli afro si materializza contro di me.
-Figo, hai il piercing come il mio!
Scintillìo sopra il suo labbro. Accenno un sorriso storto.
- Hai del fumo? - No, niente.
- Amen. Ciao bellissima.
Scivola su un fianco stringendomi sopra il gomito, più a lungo di una conoscente, più forte di un’amica.
Popolo in cerca di conferme di vita. Conversazioni strappate come da una radio sintonizzata male. Il segreto è lasciarsi risucchiare. E' solo un'altra notte. E' solo un altro giro. Intanto cerco qualcosa per dimenticare il mal di testa.
"Wounds bleed, Tears ride
Demons feed, Angels hide
Fathers sigh, Mothers weep
Children cry, Crying deep"
Deathstars falling down...
WomanOnTheMoon alle ore 02:08 commenti (16)
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LO ZOO: Il rivoluzionario con la Sindrome di Erode
sabato, 10 novembre 2007
M. (l'iniziale è di fantasia ma giuro che è un'altro M) non cammina, sgattaiola silenzioso ovunque. Indossa un maglione di lana enorme, i capelli sono aggrovigliati come se non avessero mai visto un pettine, non nell'ultimo mese almeno e ai piedi calza un paio di pesantissimi scarponi, come se fosse sempre pronto ad intraprendere un lungo viaggio. Si muove veloce, a scatti, come un furetto.
Sembra sia ricercato: pare che durante la notte sia entrato di soppiatto in una fabbrica di pellicce per un sabotaggio. Non mi stupisce più d tanto: sono settimane che lo vedo curvo sulla fotocopiatrice a stampare volantini di protesta.
Si guarda attorno furtivo, mi dice di essere inseguito. Non è il tipo a cui dire:"Andiamo a parlare in un posto tranquillo" perchè non si fida dei luoghi isolati e non vuole fermarsi mai. L'unica soluzione è parlare camminando, mentre sgranocchia sonoramente ceci crudi.
Come l'ho conosciuto? La prima volta che l'ho visto stavo camminando verso l'università. Passandomi accanto, tra la folla, sentii chiaramente una voce maschile a pochi centrimetri dal mio orecchio :"Sei la cosa più bella che ho visto da stamattina". Mi girai sospettosa giusto il tempo x vedere uno spettinato ragazzo occhieggiarmi da sopra una kefiah.. passò un intero anno prima di potergli dare un nome.
Ma torniamo ai ceci e al nostro discorso: M., la sua ragazza potrebbe essere di nuovo incinta.Potrebbe? Di nuovo? Ma in quali anni vivi? Mi guarda, l'espressione di un cagnolino preso a calci..ma porcamiseria, a M. non c pensi? Sì, risponde, altrimenti non sentirei il bisogno di parlarne..
Tempo scaduto. Deve andare. Che farai? Non lo so. Ti chiamo e ne riparliamo? Non ho il cellulare e a casa è meglio non chiamare. Ma perchè non ne compri uno? Sei matta, potrebbero rintracciarmi, forse mi stanno cercando...
WomanOnTheMoon alle ore 20:46 commenti (4)
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LO ZOO: il ballerino di lambada polacca
sabato, 27 ottobre 2007
M. (l'iniziale è di fantasia) è un ragazzo. Praticamente il sosia sputato di Valentino Rossi, ma è meglio non dirglielo. Ha i capelli biondo scuro, un po' secchini, di ghisa a parere di qualcuno, e gli occhi azzurri.
Nel corso della sua vita ha mostrato particolari doti sceniche: attore, ballerino, imitatore, un mattatore nato..ma qualcosa nella sua vita manca: L'amore!
Le sue giornate trascorrono tra birra e playstation per anni e anni, fino al giorno dell'illuminazione.
Lei si palesò davanti ai suoi occhi in una ventosa giornata di inizio ottobre, bionda, luminosa.
Aveva tutto, ma proprio tutto quello che il nostro amico aveva sempre, disperatamente cercato in una donna.
Il suo corpo, cesellato in un metro e trentacinque svettava da un metro e settanta, appoggiato alla belle'e meglio su degli enormi zatteroni di polimero simil-copertone.
Una mini Cicciolina, con un rossetto rosso carminio che schiaffaggiava l'incarnato pallido pallido.
Tutto in lei era soofice e zuccheroso: i rotolini appoggiati sulla cintura dei jeans, le languide ciocche auree che ondeggiavano fino a metà coscia, i labbroni glossati...
Fu amore a prima vista...
to be continued...
WomanOnTheMoon alle ore 15:23 commenti (6)
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mercoledì, 24 ottobre 2007
Il fotomodello ballerino di lambada polacca con un debole per le donne zeppate e gelèe, l'asceta fuoricorso, l'anarchico perbenista e il rivoluzionario con la sindrome di Erode..un giorno ve ne parlerò.
WomanOnTheMoon alle ore 15:17 commenti
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