lunedì, 21 settembre 2009
-"When the moon was the only one here
How I pray to loose my burden in this place where I loved you dead
And you are the air, the cold beneath this whispering wind, carried within
You are the air, the warmth in sorrow I took when I could feel the end"- *
Ci sono corpi di angeli a coprire le nostre terre e le loro ali consunte si spezzano sotto le nostre suole con un rumore di foglie d'autunno. Se intrecciassi ora le mie dita alle tue le vedrei diventare polvere come i petali delle rose invecchiate e la parola 'amore' potrebbe non bastare a difendere i nostri cuori dalla vertigine.
di lettere d'amore chiuse in
quando non rimarrà altro,
ti chiederò di scambiarci anche le ossa.
WomanOnTheMoon alle ore 20:03 commenti (6)
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venerdì, 22 maggio 2009
Io ho quello che nessuno ha. Nessuno di mia conoscenza almeno. Qualcosa che molti, probabilmente, non riuscirebbero a sostenere.
Pensavo a te, sotto un cielo di vetro fuso. Pensavo che quello sarebbe stato il momento giusto per prenderti per mano e correre lungo il pontile, superare in corsa i biondi slavati in polo, bermuda e scarpe di Prada bianco neve, attraversare rumorosamente le chiatte mobili e scaraventarci affannati contro il parapetto.
So che lo avresti fatto: avremmo chiuso gli occhi in sincrono in un attimo di perfetta aderenza. Stop.
Pensavo ad un pezzo, un pezzo nel quale riconoscerti. Lo faccio spesso con le persone importanti. Così penso a loro ogni giorno. E forse l'ho trovato. Forse lo sentirai.
Era un sommesso sottofondo mentre sfogliavo un libro alla Feltrinelli. Tutto sembrava convergere su di te: l'odore della carta, le chitarre malinconiche, la luce sbiadita del giorno...Era un libro di poesia, poesie di Pavese. Sai anche in particolare quale. Tutto sembra convergere.
I tuoi occhi...Dei tuoi occhi non mi è rimasto niente. Niente.
Quando la morte ci prenderà entrambi, prematuramente, le chiederò di farmeli vedere per l'ultima volta.
WomanOnTheMoon alle ore 17:21 commenti (7)
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venerdì, 20 febbraio 2009
(Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o persone realmente esistenti non è affatto casuale. I loro nomi sono stati semplicemente alterati)
Prologo: Era aprile. O maggio. Giù di lì. Eravamo quattro. Cinque. A volte sei. A sei eravamo al completo. Tutti maschi ed una sola femmina.
Stesi supini in una di quelle giostre da parco pubblico; Dodici sneakers, gomma a gomma, a spingere la ruota al centro: dieci da skaters, quelle morbide con i lacci corti, due da fuga. Colori sporchi e contrasti improbabili.
Il sole filtrava tra le foglie e loro brillavano, incredibilmente verdi.
E giravano.
Ah, no...giravamo noi.
"..the world is a vampire...sent to drain-ain-ain...secret destroyers..."
WomanOnTheMoon alle ore 22:44 commenti (11)
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...qualcosa di estremamente violento
venerdì, 07 novembre 2008
"So che mi stai pensando. Da 15 minuti. Da 30 minuti. Mi pensi. Lo sento. Voglio sia così. Tu innamorato di me. Non sono un’amante o qualsiasi cosa tu voglia. Indecifrabile emozione e nient’altro. Mi stai leggendo e c’è musica. […] Sono tra le pagine. Sempre più fragile e leggera. […] Ti sto scrivendo. Possedendo quello che mi va. Posso farlo. Questo rende la mia debolezza arma potente. Penso al romantico come a qualcosa di estremamente violento. Violento. …" I. Santacroce - Love Destroy -Destroy
Letting the cables sleep- Bush
You in the dark
You in the pain
You on the run
Living a hell
Living your ghost
Living your end
Never seem to get in the place that I belong
Don't wanna lose the time
Lose the time to come
Whatever you say it's alright
Whatever you do it's all good
Whatever you say it's alright
Silence is not the way
We need to talk about it
If heaven is on the way
If heaven is on the way
You in the sea
On a decline
Breaking the waves
Watching the lights go down
Letting the cables sleep
[...]
WomanOnTheMoon alle ore 15:49 commenti (5)
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domenica, 30 marzo 2008
Era quasi giugno. Sotto un cielo terso di inizio estate. Entrava nei tuoi occhi. La luce ne usciva immobile ed indurita. Forse non respiravamo. Sentivo un dolore fisso tra gli zigomi e le orecchie, i denti stridere come ingranaggi non oliati. «Passerà, vedrai. » Ti prego, stai zitto. Le mie unghie, squadrate a spigolo vivo, scavavano lentamente solchi nei palmi contratti. Indossavo uno smalto blu zaffiro. Scintillava al sole. Piccole stelle sembravano intrappolate al suo interno. «Ti dimenticherai di me». Cristo, stai zitto. «T’innamorerai di nuovo.» Le stelle. Guarda le stelle. «Magari incontrerai qualcuno proprio quest’estate. Non è difficile innamorarsi» - pausa - «d’estate.» Disprezzo. Cieco disprezzo. Come cazzo puoi pensare che basti così poco per dimenticare? Come puoi considerare tutto così..insignificante? Alzai gli occhi, fissandoli nei tuoi. Un rigurgito di bile saliva dal centro dello stomaco e mi dava la nausea. - «Basta! Smettila!» - allargai le braccia, i palmi arrossati rivolti a quell’azzurro insensibile, l'azzurro dei tuoi occhi - «Abbiamo sedici anni, cazzo! Dimmi qualcosa di stupido ed impossibile! Dimmi che mi amerai per sempre, dimmi che non finirà, dimmi che tornerai, ma ti prego smettila di parlare già al passato di noi, come se non fossimo qui, come se questo non fosse niente, solo un passaggio tra passato e futuro, solo un intralcio allo scorrere del tempo!» Le parole fluivano senza controllo, un fiume di livore, lacrime rabbiose, pugni sollevati. Il tuo viso, una maschera di marmo. «Tu non puoi capire.» Un sibilo, a denti stretti. «Cosa non posso capire?? Cosa c'è da capire?». Sentivo vampate di rabbia e orgoglio ferito salirmi alla testa, uscire dalle labbra come fiotti di veleno. - «Ti odio, cazzo, TI ODIO! Sparisci, non ti voglio più vedere, non tornare mai più perché ti giuro che te ne pentirai. SPARISCI!!». Un urlo strozzato dai singhiozzi mentre con movimenti nervosi cercavo di cancellare quelle stupide lacrime dalla faccia. Smettila di piangere, cretina, smettila!! «Voglio guardarti andare via. Assaporare il piacere di non rivederti più, di non scontrarmi più col tuo vuoto pragmatismo, le tue ideologie del cazzo, Guccini e Anarchia Vita Mia. Per fortuna andrai a stare abbastanza lontano da non rischiare di incontrarci più per il resto della nostra vita neanche per sbaglio. E sarà bello. Sarà bello pensare di non rivederti più. Sarà bello sentirti un capitolo chiuso.». Un sorrisetto maligno mi sollevava l’angolo destro della bocca. «Vedi che ingrata? La fortuna per una volta mi assiste..e mi lamento. Perché è davvero una fortuna potermi liberare di te così facilmente. Senza sensi di colpa, senza inventare scuse banali». Ancora quel sorriso. Notai appena il tuo sguardo ferito. E lo feci trionfante. Passarono settimane, poi le settimane divennero mesi e i mesi anni. Sto ancora aspettando che ritorni. Quella fottuta estate.
WomanOnTheMoon alle ore 01:11 commenti (6)
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