mercoledì, 16 dicembre 2009
Tutto normale, dicono. E quando dicono 'normale' stanno nascondendo il marcio sotto il tappeto.
WomanOnTheMoon alle ore 14:41 commenti (17)
Categorie:
tra le righe, selfdestruction, io , critic@l mind, corpi @str@li

lunedì, 16 novembre 2009
Sentivo terra fin dentro ai polmoni, come mani amate strette alla gola. Odorava di terrore di casa.
Non volevo fuggire, liberarmi, respirare. Ero lì, immobile ed eterna. E potevo urlare con tutto ciò che ancora sembrava appartenermi, di terra, fango ed ossa.
30 gabbie ed una sola scimmia, 30 scimmie ed un solo pugno, 30 giorni ed un solo sogno
Cani impazziti si mordevano a sangue e ragni rossi sbocciavano come fiori, ciondolavano come salici senza più lacrime ma gonfi di sospiri.
30 ragni gonfi di nuvole cadono a pioggia bagnano il sale scivolano amare
Sotto i tuoi passi crepitano aghi piantati nelle mie braccia che aprono vene che si gonfiano di ragni rossi e sospiri di vetri infranti di sogni di gloria nell'alto dei cieli
e vengono giù.
WomanOnTheMoon alle ore 14:31 commenti (9)
Categorie:
witchcraft, tra le righe, selfdestruction, io , xiii, corpi @str@li

giovedì, 15 ottobre 2009
WomanOnTheMoon alle ore 16:29 commenti (26)
Categorie:
stuff, selfdestruction, ondesonore, xiii

domenica, 31 maggio 2009
Negli altri cerchiamo noi stessi per poterci amare di più.
Cuciamo i nostri sogni addosso al primo che sembra poterli vestire decorosamente e siamo soddisfatti.
Siamo genitori ingrati: partoriamo emozioni ma le affidiamo alle prime braccia tese e poi ci disperiamo quando, tornando, ci rendiamo conto che quei figli, cresciuti da estranei, non ci assomigliano più.
Noi desideriamo quello che non possiamo avere per crogiolarci nell'illusione di essere vittime del destino.
E promettiamo, incantiamo, inventiamo sortilegi e dispensiamo lusinghe.
Siamo carne vecchia destinata all'oblio e viviamo come se fossimo unici ed eterni.
Abbiamo mani, voce, respiro e saliva e non sappiamo che farcene.
Respiriamo, sanguiniamo e piangiamo allo stesso modo.
Eppure non abbiamo niente in comune.
WomanOnTheMoon alle ore 02:12 commenti (51)
Categorie:
@more, personalità , tra le righe, selfdestruction, io , pensiericontro, xiii, corpi @str@li

lunedì, 20 aprile 2009
E' successo qualche ora fa, l'anno o il secolo scorso. Certo, le cose allora erano diverse. Alcune cose. Solo alcune. Ma non le ricordo più.
Avevo un altro nome. E molta più forza. Certo non troppa.
Li sentivo ancora gridare, la notte. Per quello credo di aver smesso di dormire. Chiudevo gli occhi solo se avevo una canzone in testa, da masticare piano ma ad alto volume.
Credo abbiano smesso. O sono solo rimasti senza voce. C'erano le loro bocche spalancate e la vibrazione come di vento delle loro grida vuote, a riempirmi, negli anni.
Tutto questo, prima o poi, troverà un modo per uscire da qui.
Ma credo anche di averne già parlato.
Era oggi. E' sempre oggi. Da dieci anni.

WomanOnTheMoon alle ore 16:38 commenti (9)
Categorie:
tra le righe, selfdestruction, io , xiii, corpi @str@li

domenica, 15 marzo 2009
E' solo il rimbalzo profondo del cuore che fa vibrare i polmoni e gonfia il cervello di sangue come una spugna nella marea. E' solo un ticchettìo sempre più vicino e sempre più insistente; Il respiro polveroso delle cose che, nervosamente, attendono di poter tornare utili.
Nell'oscurità l'aria è sempre elettrica, sopesa.
Le ho sentito caricare un colpo in canna. Quel suono rivive a piacere nelle orecchie ed il gusto metallico mi lega la lingua al palato. Sì, metallico, ferrigno. Eppure caldo. Che mette i brividi. Li sento salire sulla pelle come migliaia di minuscoli ragni freddi. Come in Lullaby. L'immagine di Robert e del suo corpo immobile. E poi i becchi di quegli strani personaggi sui pattini. You'll stumble in my footsteps, keep the same appointments I kept. *
Le immagini affiorano alla testa come clown a molla da scatole dai colori troppo vividi. Con i sorrisi troppo ampi. Sempre affamati.
Mi inoculano terrore. Come i ragni. E le barchette di carta. I pattini a rotelle. E i labirinti.
Ho vissuto un'infanzia di orrore psichedelico. Una preadolescenza eretica. E un'adolescenza di autodistruzione.
Avrei dovuto farlo presente al mio brasiliano calvo.
La causa di tutto questo è stata solo la mia ridicola collocazione storica.
Sarebbero necessarie sedute di psicanalisi generazionale.
Forse ora non sarebbe troppo tardi.
Un suono nuovo. Un sibilo che fende l'aria.
L'attesa è finita.
*Walking in my shoes -Depeche Mode
WomanOnTheMoon alle ore 03:56 commenti (23)
Categorie:
tra le righe, selfdestruction, io , xiii, corpi @str@li

venerdì, 20 febbraio 2009
(Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o persone realmente esistenti non è affatto casuale. I loro nomi sono stati semplicemente alterati)
Prologo: Era aprile. O maggio. Giù di lì. Eravamo quattro. Cinque. A volte sei. A sei eravamo al completo. Tutti maschi ed una sola femmina.
Stesi supini in una di quelle giostre da parco pubblico; Dodici sneakers, gomma a gomma, a spingere la ruota al centro: dieci da skaters, quelle morbide con i lacci corti, due da fuga. Colori sporchi e contrasti improbabili.
Il sole filtrava tra le foglie e loro brillavano, incredibilmente verdi.
E giravano.
Ah, no...giravamo noi.
"..the world is a vampire...sent to drain-ain-ain...secret destroyers..."
WomanOnTheMoon alle ore 22:44 commenti (11)
Categorie:
personalità , lo zoo, tra le righe, selfdestruction, io , ondesonore, xiii, pagine bruciate, corpi @str@li

martedì, 17 febbraio 2009
Come papaveri nelle mie vene, sbocciano e appassiscono ancora stropicciati di sogno.
Una quieta sopravvivenza soffoca i germi di giugno; si spacca la terra, arida, ed uno strisciare di serpi violenta il tuo coraggio. (( Marte bacia Plutone ma ha denti affilati come lame))
Sospira la Luna : "Nel tuo cuore si intrecciano code di scorpioni ed i sentieri che solcano il tuo palmo si perdono nel nulla.
Smarrita e dispersa, maledetta e rinnegata, ti abbandoni ogni notte barattando calici con spade, sottrai al sole la tua pelle di lucertola masticando profezie e baci polsi e mani per guadagnarti una carezza,
fedele come un cane rabbioso e pietosa come uno sciacallo".
le mie lacrime ti commuovono,
rigano le mie guance scavandoti il cuore,
e vorresti bagnartene le labbra
e la tua lingua già brucia di arsura
ed i tuoi occhi ardono di (com)passione
e non vedi, cieco, non vedi
che la terra si rivolta sotto i miei piedi
ed i gigli rovesciano le loro gole
come felini agonizzanti.
I see my horror mirrored in the sundown of your blank stare
WomanOnTheMoon alle ore 02:28 commenti (2)
Categorie:
personalità , tra le righe, selfdestruction, io , xiii, v@mp

martedì, 27 gennaio 2009
C'è una casa minuscola. Vi abita una donna bionda. Pare sia mia madre. Anche se la ricordo bruna. La casa, invece, non la posso ricordare. Ciò che è rimasto di mio è in una scatola in cantina. Mi chiede di portarlo via. Non lo faccio. Non ho posto. Non lo voglio. Ho portato via solo i MIEI libri.
LEI teneva in casa una libreria personale sottochiave, pur non leggendo mai. D'abitudine prendevo i volumi quando era fuori, riponendoli prima del suo ritorno. Aveva accettato, suo malgrado, che, a dieci anni, ottenessi la tessera della sezione adulti della libreria provinciale. Sperando di tenermi lontana da ciò che era SUO. Tutto questo la spaventava. I libri corrompono. Come la droga, la musica rock e il sesso. E sua figlia era strana.
Ora mi guarda da lontano, le braccia conserte strette al petto. Guarda con irritazione i miei piedi ciondolare nel vuoto, mentre, stesa sul cornicione del suo terrazzo, fisso la terrificante distesa di puntini luminosi su sfondo nero che mi sovrasta.
Sto pensando che, un giorno, cercherò in quella scatola un'agenda, una con la copertina chiodata e un bordo di spille da balia. Dentro c'è il kit che mi hanno consegnato all'uscita del primo concerto: un preservativo, un manualetto di interventi di pronto soccorso in caso di abuso di droghe ed un lecca lecca rosso; oltre ad una foto di Jeff, sotto la scritta: "He Falls from Grace".
Respiro lentamente, allentando il pugno di vertigine che mi affonda nei polmoni. Le orecchie ronzano, il cielo mi schiaccia. Affondo.
Come quando mi mancava lo Z****. AsSheFallsFromGrace.
E' come sentirsi il centro di un universo sfatto. Guardare il cielo che crolla. Affogare davanti ad un tramonto. Sono sicura lo pensasse anche lui.
Mentre il sole gli lasciava negli occhi una notte senza stelle.
"There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Though it's my time coming, I'm not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time,
Of time
Wait in the fire...
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow,oh my love
And the rain is falling and I believe
My time has come
It reminds me of the pain I might leave
Leave behind
Wait in the fire...
And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But I'm not afraid to go but it goes so slow
Wait in the fire... "
WomanOnTheMoon alle ore 02:28 commenti (4)
Categorie:
selfdestruction, io , ondesonore, xiii
